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DESCRIPTION:MOSTRA: PER CHI SUONA LA CAMPANA? DI SAMUELE CANZI📅 Venerdì 26 settembre\, dalle 20:00📍Tambourine – Seregno\, via Tenca 16✨Ingresso gratuito + Tessera ARCILa società digitale non libera: disciplina.Non estende la coscienza\, ma produce valore trasformando ogni individuo in forza-lavoro cognitiva\, ridotta a profilo e connessione.La vita non è vissuta\, è messa a rendita come presenza permanente nella rete.L’ipersocializzazione è destino: l’uomo deve produrre segni senza sosta – post\, immagini\, dati – non per sé\, ma per nutrire il meccanismo che lo sfrutta. Chi non partecipa è espulso: l’invisibilità è morte sociale.L’arte si dissolve nel flusso\, sostituita dal voyeurismo mediatico.L’artista non è più creatore ma forza-lavoro estetica\, venditore del proprio tempo.La colonizzazione inizia dall’anima: pensieri\, emozioni\, desideri diventano capitale.Ogni gesto\, persino di resistenza\, è catturato come dato.Prima vittima è l’infanzia: il gioco si trasforma in produzione\, ogni segno in contenuto monetizzabile.Eppure\, sotto le bombe\, un bambino disegna ancora: non condivide\, resiste. Quel segno fragile non produce valore: afferma libertà.L’arte autentica non vuole circolare né piacere: resta viva come rifiuto\, imperfetta e improduttiva. Non ha bisogno di eroi ma di rovine\, non di icone ma di ferite.Perché un bambino che disegna tra le macerie genera senso\, non profitto: ed è intollerabile al sistema.L’arte che vogliamo non sarà algoritmo né evento\, ma opposizione: segno irriducibile\, testimonianza di una vita sottratta all’accumulazione.Nel cuore della rete\, non resta la connessione ma la solitudine. In questa solitudine salva il gesto minimo che resiste.L’arte sopravvive: ed è proprio nel sopravvivere che diventa rivoluzione.E la campana suona: non per noi\, ma di noi.Ogni rintocco è la prova che siamo già nella fine.Solo chi ascolta quel suono come condanna e compito può dirsi vivo.
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